Un luogo di preghiera per i musulmani a Crema?

Un luogo di preghiera per i musulmani a Crema: se ne parla in queste settimane. Vale la pena di ricordare che non solo la libertà religiosa è un diritto riconosciuto dalla Costituzione italiana, ma è anche un valore per i cattolici.


Scrive il documento Nostra Aetate del Concilio Vaticano II:


Non possiamo invocare Dio come Padre di tutti gli uomini, se ci rifiutiamo di comportarci da fratelli verso alcuni tra gli uomini che sono creati ad immagine di Dio. L'atteggiamento dell'uomo verso Dio Padre e quello dell'uomo verso gli altri uomini suoi fratelli sono talmente connessi che la Scrittura dice: « Chi non ama, non conosce Dio » (1 Gv 4,8).


Viene dunque tolto il fondamento a ogni teoria o prassi che introduca tra uomo e uomo, tra popolo e popolo, discriminazioni in ciò che riguarda la dignità umana e i diritti che ne promanano.


In conseguenza la Chiesa esecra, come contraria alla volontà di Cristo, qualsiasi discriminazione tra gli uomini e persecuzione perpetrata per motivi di razza e di colore, di condizione sociale o di religione. E quindi il sacro Concilio, seguendo le tracce dei santi apostoli Pietro e Paolo, ardentemente scongiura i cristiani che, « mantenendo tra le genti una condotta impeccabile » (1 Pt 2,12), se è possibile, per quanto da loro dipende, stiano in pace con tutti gli uomini, affinché siano realmente figli del Padre che è nei cieli.


Il beato Giovanni Paolo II e Benedetto XVI si sono sempre espressi con forza in favore della libertà religiosa. Certamente quella dei cristiani là dove soffrono persecuzioni, ma comunque quella di ogni uomo.

 

I consigli pastorali della zona città e suburbana, con la commissione diocesana per la pastorale sociale, prima delle ultime elezioni amministrative hanno presentato ai candidati un documento che afferma l'interesse di tutti a favorire l'integrazione e la piena inclusione di quanti hanno abbandonato la propria terra per cercare un futuro migliore.

 

La possibilità di pregare fa parte di tutto ciò e non toglie niente agli altri cittadini. La pensa così solo chi vede la convivenza solo come conflitto e sopraffazione, per cui c'è qualcuno che deve prevalere sugli altri.

 

Non è un luogo di preghiera a portare i musulmani a Crema, perché ci sono già.

 

Perciò, al di là di allarmismi e pregiudizi, siamo nell'ambito della legalità e di valori sia civili sia religiosi.

 

Un problema sorgerebbe qualora ci fossero elementi oggettivi che portino a pensare a presenze legate a gruppi radicali. Ma questa è un'eventualità che va dimostrata. Altrimenti, siamo nell'ambito di identificazioni astratte ed esclusivamente emozionali tra islam e terrorismo. Così come non ha molto senso attribuire sulla carta ai musulmani che vivono a Crema la responsabilità di discriminazioni che avvengono in certi luoghi.

 

Certe reazioni fanno pensare che, come cittadini e come cristiani, probabilmente siamo poco abituati a conoscere una società che di fatto è composita e che richiede di sapersi relazionare con la diversità per convivere. Allora, è compito dell'amministrazione comunale, ma anche della comunità cristiana, lavorare in questa direzione con un appropriata opera educativa.

 

Pensare che questo luogo di preghiera sia solo una questione amministrativa o burocratica sarebbe un errore. C'è una dimensione culturale fondamentale. Una scelta del genere, se cade in un contesto che non è preparato, può divenire dannosa e ottenere un effetto contrario all'integrazione.

 

Christian Albini