Fascino di un innamorato

II Avvento A (Isaia 11,1-10; Romani 15,4-9; Matteo 3,1-12). 

 

Il volto austero del credente

Vi lascio una domanda da far fermentare: viene prima la verità o la libertà?

Quanto all'austerità: non gode certo buona fama nel nostro mondo ricco, dove la brama si superfluo, il culto dell'immagine e del potere, dove protagonismo, mondanità ed esibizionismo sono di casa. Questi stili di vita in qualche modo contagiano anche i credenti sinceri, è l'aria che si respira...

I tratti dell'austerità di Giovanni Battista

Giovanni viveva nel deserto: l'amore del silenzio. Ci sono solitudini desolata e solitudini abitate dal mistero di Dio.

Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi, il suo cibo erano locuste e miele selvatico. Per vivere serve poco. Quando si è posseduti dalle cose e dal superfluo, lo spirito annaspa: più che camminare contro corrente, si è trascinata dalla corrente, dai modelli dominanti. Il necessario per i poveri non dovrebbe essere la critica del nostro superfluo?

Giovanni predicava dicendo: convertitevi, perché il Regno di Dio è vicino... preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Per cambiare la rotta nella vita (la conversione come spazio di libertà) ci vogliono motivazioni forti, mete credibili. Forse la proposta della nuova umanità del Regno di Dio non è abbastanza in rilievo nelle nostre coscienze di credenti. La verità non affascina abbastanza la libertà. Quel "razza di vipere" che Giovanni grida ai farisei e ai sadducei forse ci riguarda: siamo sfuggenti, scivoliamo via invece che guardare in faccia la verità e lasciarcene conquistare.

"Viene dopo di me uno che è più grande di me, io non sono degno neanche di portargli i sandali: Egli vi battezzerà in Spirito santo". L'amore fondamentale di Giovanni è Gesù, il Maestro. Quel Gesù che alfine affascinerà il suo rigore di uomo austero fino a trasformarlo in tenerezza. Infatti, quando in carcere i discepoli gli riferiranno i segni profetici compiuti dal Messia (i ciechi vedono, ai poveri è annunciata la lieta notizia del Regno...), Giovanni confesserà: "La sposa appartiene allo sposo. L'amico dello sposo sta lì e si rallegra delle sue parole. Questa è anche la mia gioia e ora è completa. E' lui che deve diventare importante. Io invece devo mettermi da parte" (Giovanni 3,29-30).

Fascino di un innamorato.

In revisione di vita

Austerità come gusto dell'essenziale, come libertà guidata dalla verità, come amore fondamentale che decide le scelte preferenziali, le predilezioni, il senso delle proporzioni.

La felicità di seguire un maestro senza eguali: non siamo i protagonisti, ma ci è dato il privilegio di fargli da precursori, da apripista là dove viviamo, con tanto amore della vita da farti affrontare i sacrifici necessari per viverla intensamente e con rigore: alla maniera dello scalpellino che batte, scava, scheggia un blocco di marmo per far emergere la statua dei suoi sogni.

Il Signore Gesù è la critica della nostra menzogna perché è la fonte della nostra verità.