Il senso del vegliare

I dom Avvento, anno A (Is 2,1-5; Sal 121; Rm 13,11-14; Mt 24,37-44)

A un primo sguardo, il Vangelo di questa prima domenica di Avvento sembra avere poco a che fare con la preparazione al Natale. Infatti, fa parte di un discorso situato nella parte finale del Vangelo secondo Matteo, poco prima della Passione. L'argomento è la fine dei tempi, l'escatologia.

 

Eppure, se ci si pensa bene, c'è un significato ben preciso. Vorrei sottolineare il versetto 42:

"Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà".

Così, al riguardo, Luciano Manicardi: 

Vigilare significa esercitare l’intelligenza, la riflessione, il pensiero sui tempi che si vivono, per non essere sorpresi dalle catastrofi che si preparano nascostamente nell’oggi nella storia, nella chiesa, nelle relazioni famigliari e personali. Il credente è chiamato a pensare e conoscere l’oggi a partire dalla venuta del Signore e dalle sue dimensioni di impensato e di ignoto (cf. Mt 24,36.44).

La venuta del Signore non impegna solo a vigilare sui tempi, ma anche sulla verità del proprio cuore. Il riferimento alle due persone impegnate nello stesso lavoro, che nulla sembra distinguere, e di cui però una viene presa e l’altra lasciata, indica che ciò che nella quotidianità dei giorni può rimanere nascosto, sarà manifestato alla venuta del Signore. La differenza si gioca nell’invisibile interiorità. “In interiore homine habitat veritas” (Agostino); “Il cammino della conoscenza porta verso l’interiorità” (Novalis).

Andare verso il Natale, allora, non è semplice ritualismo, ripetizione sempre uguale di gesti e celebrazioni replicate ogni anno. E' un suono di campana che richiama la nostra consapevolezza. Il Signore viene, viene sempre, perché la nostra vita sempre diviene, la nostra vita è una storia. Sta a noi la scelta se farla annegare nella banalità dei giorni, oppure se indirizzarla verso un fine, se darle un senso.

Siamo attenti alla stagione civile che stiamo vivendo? Siamo partecipi della vicenda che la nostra Chiesa sta attraversando? Siamo in ascolto dei nostri moti interiori per cogliere i segnali dello Spirito che ci vuole rinnovare? E' la differenza tra vivere e lasciarsi vivere, tra il ristagnare e il camminare. Tutto l'Avvento, però, ci dice che non siamo soli in questo tragitto, siamo guidati dalla luce del Signore che è l'ascolto della sua Parola nella preghiera.

Non siamo degli abbandonati a noi stessi, se abbiamo un cuore attento per coglierne i segnali...