Più forti dell'odio

“Di notte, quando altri prendono le armi, prendete l’evangelo!” Il film "Des homme et des dieux" di Xavier Beauvois ha vinto il gran premio della giuria al Festival di Cannes 2010. Racconta la storia dei monaci trappisti di Tibhirine (Algeria) uccisi nel 1996 e sta avendo grande successo. Una vicenda per i nostri tempi tentati dallo scontro di civiltà.

Le edizioni Qiqajon del monastero di Bose hanno pubblicato una nuova edizione degli scritti del priore di Tibhirine Christian de Chergé e dei suoi confratelli. Nonostante fossero minacciati di morte dai fondamentalisti islamici, sono rimasti al loro posto senza odio né ostilità verso alcuno. Scrive, nella Prefazione, Enzo Bianchi:

In un momento in cui molti pensano all’Islam come nemico, il gesto di chi si lascia sgozzare amando il proprio carnefice è l’estremo rifiuto della logica dell’inimicizia, è l’unico atto che può porre fine alla catena delle rivalse e delle vendette. È il caso serio del cristianesimo... Con il martirio un cristianesimo che sembra incapace di comunicare agli uomini d’oggi ritrova improvvisamente la forza di suscitare domande e di inquietare le coscienze. Gli scritti dei sette monaci sono dettati da un amore più forte dell’odio, dalla vita più forte della morte: nella loro forza ed essenzialità ci mostrano che solo chi ha una ragione per morire ha anche una ragione per vivere.

Il regista si è avvalso della consulenza di un monaco benedettino Henry Quinson, il quale ha dichiarato:

Des hommes et des dieux affronta talmente tanti problemi attuali: come vivere insieme, con tante tradizioni religiose differenti? È la domanda di Christian di Chergé: le religioni esistono per dividerci, nel qual caso sarebbero inutili se non pericolose – o esistono per unirci, ma allora, come le viviamo? Il film si situa al centro della ricerca attuale di condivisione e di accoglienza nella globalizzazione.

Come esprimere la mia fedeltà all'essenziale che cerco di vivere? La verità è molteplice. Certo esiste in noi, ma anche indipendentemente da noi, come una roccia ci sostiene o ci può scuotere. In questo film, la realtà ultima, invisibile – la presenza di Dio – trionfa alla fine. I terroristi e i frati diventano una cosa sola in quel biancore che cade dal cielo... Abbiamo ricevuto quella neve, che non c'era nella sceneggiatura.

Il film termina nell'indicibile. Xavier Beauvois, fondamentalmente, ama gli esseri. Per questo film, ci voleva proprio qualcuno che fosse dotato di questo amore. Per me, i monaci di Tibhirine hanno incarnato un amore smisurato per gli esseri, per l'umanità, per ogni uomo. E in risposta si vede l'amore degli abitanti del villaggio per i monaci.

I monaci di Tibhirine hanno messo in pratica i sei punti di Matteo 25: dar da mangiare a chi ha fame, dar da bere a chi ha sete, accogliere lo straniero, vestire chi è nudo, assistere i malati, visitare i prigionieri. A guardar bene, è anche un programma per la globalizzazione.

Per saperne di più: Frère Christian de Chergé e gli altri monaci di Thibirine, Più forti dell'odio, Qiqajon.